Uomini in rosso - John Scalzi

Secondo me Uomini in rosso (Redshirts in originale) un po' ti frega. Da come parte sembra una parodia di Star Trek, ma andando avanti nella storia ti rendi conto che non lo è.

È un romanzo da leggere con il sorriso e con la mente attenta, senza risate sguaiate, catturando le numerose strizzatine d'occhio che l'autore mescola alla trama.

Mi è piaciuto, ma con tanti 'ma'.

Il primo 'ma', credo, viene pensando al fatto che si tratta del vincitore del Premio Hugo 2013, categoria romanzo. Come dire: "nel 2013 non è stato scritto romanzo migliore di questo". Agh. Non ne ho letti molti nel 2013 ma, cavolo, dire che questo è il migliore mi sembra un po' forzato.

Il secondo 'ma' viene dall'autore. John Scalzi mi piace. È simpatico, è intelligente, mi piace come scrive, mi piace di cosa scrive. E questo non è il suo migliore romanzo. Per dire, la serie di Old Man's War mi è piaciuta di più, oppure Chiusi dentro.

Il terzo 'ma' viene dalle tre 'code' al romanzo, ovvero delle chiuse che vanno a riprendere il punto di vista di alcuni personaggi secondari dopo che la storia si è conclusa. Mah. Ne ho saltato parecchie pagine, un po' perché non aggiungono nulla, un po' perché mi sono sembrate parecchio noiose. Ho avuto questa impressione da 'aggiungiamo le code perché il romanzo è troppo corto e non raggiungeva il numero minimo di pagine richiesto dall'editore'. Ecco.

Mi è piaciuto, eh. Ma..