Tutto qui? Davvero?

Era il 2013, ti ricordi?

No che non ti ricordi.

Qualche anno fa su un altro blog scrissi un post che si intitolava "Zero copie vendute, un appello agli autori emergenti". Lo riporto a seguire, integralmente, giusto per capire di cosa sto per parlare.

Vorrei fare un appello a tutti gli autori indipendenti.

Lo vorrei fare in qualità di lettore perennemente in cerca di materiale nuovo e interessante.

Nel mio aggirarmi tra gli scaffali virtuali ho trovato di tutto, dalla paccottiglia al capolavoro. Spesso, sempre più spesso, mi trovo di fronte a materiale che mi intristisce. La letteratura da manuale. I cloni. Le imitazioni palesi. Come riconoscere questo materiale? È scritto bene, rilegato bene, segue tutte le regole letterarie. Segue fedelmente il Manuale del Bravo Scrittore. Non sgarra, in effetti, nemmeno una regola del suddetto manuale. Ma quando leggo i primi capitoli, mi sembra di averlo già letto e finito. Non fa risuonare assolutamente nulla. Le sinapsi rimangono in attesa, pronte ad accendere qualche collegamento che non arriva mai.

Perché questo materiale mi intristisce? Perché vedo il potenziale sprecato. Perché mi rendo conto che al di là di quelle righe c'è un autore che forse è in grado di accendere qualche neurone con questi capitoli che ho sotto il naso e che invece non lo fa. Perché sceglie la strada facile. Perché sceglie il manuale.

Cari autori. Avete una posizione di partenza che è meravigliosa. Si chiama 'Zero Copie Vendute'.

Dietro di voi ci sono queste zero copie vendute. Fantastico. Non potete fare peggio. Non potete, davvero, fare peggio. Davanti a voi (parlo di self publishing) non ci sono case editrici, non c'è marketing, non ci sono agenti. Non c'è nessuno che vi faccia pressioni per come e cosa dovete scrivere. Campo sgombro. Davanti a voi c'è un foglio bianco e, subito oltre quel foglio, ci sono i lettori.

Wow.

In mezzo a quei lettori, nascosto in terza fila, ci sono anche io. Che provo ad urlarvi, da quella folla virtuale, un consiglio. "Osate!"

Osate! Buttate il manuale del perfetto scrittore. Avete dalla vostra parte una piattaforma che sta rivoluzionando le regole della letteratura. Molte di queste regole nascono da limitazioni che ora non ci sono più. Non attenetevi troppo al manuale, se non per rendermi leggibile il vostro lavoro. Cambiate genere. Cambiate stile. Cambiate tutto quello che vi piacerebbe cambiare. Si può fare, non c'è nessuno che ve lo impedisce.

L'autore di best seller non può fare quello che potete fare voi. Magari ha più talento, più mezzi, ma è anche limitato da un parco lettori che si attende qualcosa di familiare e da un editore che deve vendere. L'autore di best seller non può sperimentare né osare troppo. Voi, da una posizione dalla quale non potete fare peggio, potete osare. Non imitate troppo l'autore di best seller, siate più coraggiosi, avete dalla vostra parte le Zero Copie Vendute.

Per favore. Dai. Le mie sinapsi ve lo chiedono.

Letto?

Bene. Quello che grosso modo volevo condividere era la speranza che, di fronte alle enormi possibilità offerte da un mercato degli ebook estremamente flessibile, ci fosse spazio per una maggiore inventiva, un rompere le regole, una esplorazione profonda delle possibilità offerte dalla narrativa digitale. Speravo, insomma, di poter arrivare là dove nessun lettore era mai giunto prima.

Dopo quattro anni da questo post, da lettore, mi sento di poter chiedere "Tutto qui? Davvero?".

Davvero. Non che non ci siano state esperienze interessanti. Non che manchino autori che osano, esplorano, tentano strade nuove. A volte sbagliando, a volte azzeccando dei mezzi capolavori.

Ma non sempre è così.

Anzi, il più delle volte non è così.

Se andiamo sulla classifica degli ebook, se ci concentriamo sugli autori indipendenti, troveremo saghe fantasy tutte uguali e rigorosamente in tre o più capitoli, oltre a romance, porno soft e young adult che invadono di prepotenza TUTTI gli altri sotto generi.

In due parole, LA NOIA.

La noia, già. Da lettore mi ero entusiasmato tanto per un mercato indipendente che avrebbe riscritto del tutto le leggi dell'editoria, e avrebbe tirato fuori roba da brividi.

Ci credevo, davvero.

Ma col tempo il mio interesse si sta affievolendo. Mi sembra che gli autori indipendenti si stiano omologando tutti in quei tre o quattro sottogeneri per tirare fuori roba tutta uguale e rifilare quelle quattro o cinque vendite in più ai lettori stanchi di scegliere.

Ma io voglio scegliere.

Fammi sognare di nuovo, ti va? Segnalami roba nuova, roba indipendente, roba che se ne frega dei luoghi comuni, delle zero copie vendute, della posizione in classifica, del Manuale del Self Publisher di Successo.

Non segnalarmi la tua roba, per favore. Lo fanno in troppi. Fammi conoscere qualche autore che ti ha stupito.

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Grazie, in anticipo. Poi ne discutiamo.