The shape on the hill - Eliza Strafford

Ci sono storie di cui ti innamori subito, fin dalle prime righe. Anche solo dal titolo stesso. Anche se poi cambiano titolo. The shape on the hill è una di quelle storie.

Si tratta di una corta e bizzarra novella, disponibile solo in lingua inglese, che narra la surreale avventura di Marnie Maybee. Marnie è una bambina che vive in un piccolo e isolato paesino, Peas Valley, in cui la vita è semplice e monotona. Due avvenimenti spezzano questa piacevole monotonia: l'arrivo di un nuovo insegnante, Mr.Orgar, e una serie di avvistamenti di una strana creatura che si aggira nei boschi, alta, scura, rumorosa, con inquietanti occhi rossi.

È l'inizio di un declino per Peas Valley che solo la piccola Marnie, con intraprendenza e coraggio, sembra in grado di potere e volere affrontare.

The shape on the hill è raccontato con uno stile lieve, ricco di humour sottile. La vicenda e i personaggi sono improbabili come in una fiaba. Si respira nello stesso momento semplicità, sorriso, un senso di mistero e stupore insieme a un leggero, strisciante retrogusto dark.

So che il paragone è forte, e forse non azzeccato, ma un autore che mi lascia le stesse sensazioni è Neil Gaiman.

Nota di colore. Al tempo in cui l'ho letto, si chiamava The Mighty Negatroid ed era scritto da Steven F. Galloway. Detto tra noi, il titolo originale e la prima copertina (che riporto qui in basso) erano molto più belli. Ah, questi autori che cambiano titolo ai libri...

(e comunque con la collaborazione di un bravo illustratore poteva diventare una hit)