The Lobster

Beh, c'è questo mondo alternativo distopico, veramente orribile perché devi vivere in coppia a tutti i costi.

Gli sfigati che rimangono single finiscono in una specie di villaggio turistico nel quale hanno un certo numero di giorni per trovare l'anima gemella (ma deve essere proprio gemella, non qualcuno a caso). Se i giorni scadono, gli sfigati vengono trasformati in animali (a scelta) (!). Per avere giorni extra, però, i single possono andare in giro a sparare ai solitari, i single 'convinti' che vivono liberi nei boschi e che si rifiutano di accettare queste regole perché ne hanno di loro.

Non aggiungo altri dettagli, se non che il titolo del film viene dall'animale scelto dal protagonista per l'eventuale trasformazione, e che ci sono Colin Farrell e Rachel Weisz che recitano bene nonostante il comportamento dei personaggi di questa storia sia volutamente rigido e affettato fino all'esasperazione (dello spettatore).

È ovvio (ma devo spiegarlo?) che l'ambientazione surreale non sostiene nient'altro che la metafora della pressione della società sulle relazioni tra le persone. Certo che qualcosa di più intrigante, meno metaforico o anche solo meno noioso non avrebbe fatto male. Ci sono brevi guizzi di violenta vitalità, ma in generale l'ho trovato troppo lento e ripetitivo. Purtroppo quando vedi che ci sono autori che riescono ad infilare belle storie, complete e conclusive, in un'ora (Black Mirror) o in mezz'ora (Inside No.9) di un episodio di una serie, cominci a stufarti di quei film che portano avanti al rallentatore un'idea risolvibile in pochi minuti.

Ah, naturalmente il film è stato premiato a Cannes.

Per me, però, è tempo speso male.