Slan - A. E. van Vogt

Gli Slan assomigliano agli esseri umani solo in apparenza. In realtà sono più forti, più intelligenti e dotati di impressionanti poteri psichici. È per questo che gli esseri umani li odiano e li temono. E danno loro la caccia, uccidendoli a vista. Ma le cose stanno per cambiare, e uno Slan sarà destinato a porre fine al conflitto.

Detto questo, facciamo un gioco.

Facciamo finta per un attimo che Alfred Elton van Vogt non venga dalla golden age della fantascienza. Facciamo finta che sia un autore indie, un self publisher. Sì, uno di quei tizi che rifuggono il giudizio di qualità delle case editrici e vanno direttamente dai lettori spammandoli di link ai propri libri. Beh, se van Vogt fosse un autore indie, la recensione di Il segreto degli Slan sarebbe grosso modo la seguente.

"Nulla di personale con questo (giovane presumo) autore dallo pseudonimo improbabile. La trama non ha nulla di originale, a volte rasenta la noia. Non c'è un filo logico che leghi gli avvenimenti se non una serie di eventi quasi incidentali che hanno poco a che vedere con dei colpi di scena veri e propri. Nel complesso non è un testo malvagio, se si vuole semplicemente passare del tempo. Ma non aspettatevi niente di più di una storia che sembra scritta da un adolescente pieno di entusiasmo ma con le idee parecchio confuse. Purtroppo il mercato dell'editoria moderna non ci protegge più da questi aspiranti autori convinti che riempire qualche pagina di astronavi, mutanti e motori atomici equivalga alla creazione di un classico della fantascienza."

Ci sta? Ci sta.

Ma a parte i giochi, mi è piaciuto? Non molto. È oggettivamente un romanzo confuso che sviluppa male poche idee e soffre di un fastidioso invecchiamento delle tecnologie futuristiche e dei personaggi che descrive. A meno che non ti piacciano in modo incondizionato le ambientazioni con città splendenti dai palazzi che toccano il cielo, le astronavi con "incomparabili motori atomici" e letali "raggi disintegranti", tutto ciò che rimane diventa un confronto tra razze che sostanzialmente si odiano alla morte, intrighi politici portati avanti da leader la cui "determinazione è incisa indelebilmente nelle narici sottili e nella linea della mascella", e giovani donne che vogliono riprodursi con il protagonista Jommy Cross. Poi, a dire il vero non tutto è da buttare. Ad esempio il complesso rapporto tra Jommy e la Nonnina è piuttosto affascinante. Peccato che sia troncato poco prima delle scene finali.

Insomma, un romanzo che si accomoda nel 90% della Legge di Sturgeon. Mi sono infine fatto l'idea che van Vogt non sia proprio un grande scrittore ma che abbia avuto solamente la buona sorte di scrivere per le riviste giuste nel periodo giusto. Eppure è l'autore di quel Crociera nell'infinito che leggo quasi una volta all'anno e che ha ispirato così tanta fantascienza nei decenni seguenti. Sarà stato un caso.

Tempo speso male, comunque. Chiudo con una citazione dal romanzo che rappresenta il mio stato d'animo mentre leggevo questa storia.

"Aggrottò mentalmente la fronte."