Push

Sai già la storia, credo, perché l'hai già vista mille volte. Ci sono tizi con super poteri che vengono braccati dalla Divisione, un cattivissimo ente segreto che intende utilizzarli come armi. I tizi scappano, la Divisione li insegue. Si scontrano. Pim. Pum. Pam. Qualcuno vince, qualcuno perde.

Sono incappato in questo film per caso, andando a cercare un riempitivo per il dopo cena. Ricordavo di aver intravisto il trailer ai tempo dell'uscita in sala ma poi mi era completamente passato di mente. Di solito è un brutto segno.

Push non è un capolavoro, comunque, ma ha un qualcosa che me lo ha fatto seguire con interesse. Se da un lato ha qualche ingenuità nella trama, se puzza di già visto, se non brilla per recitazione e se scivola in cavolate da young adult come la catalogazione dei 'poteri' (Veggenti, Trasportatori, Manipolatori, Occultatori, Segugi, ecc), succede anche che propone una regia e un look che riescono a catturare l'attenzione. L'ambientazione è bella e particolare: una Hong Kong da sobborgo fatta di ristorantini, cantieri, palazzoni e bettole. Poi la fotografia un po' sporca, alcune scene quasi psichedeliche, e qualche trovata creativa e anche divertente nel mettere in scena i poteri di ciascun personaggio (gli effetti speciali risentono senza dubbio di un budget risicatissimo).

E poi i protagonisti sono due attori che mi ispirano simpatia da sempre: Chris Evans, che purtroppo come al solito fa il patatone, e Dakota Fanning che se la cava meglio e che per me sarà sempre la bimba super simpa di Taken.

Insomma, a me la premessa del c'ho i poteri di solito piace poco, ma l'approccio di questo film è carino, non pesante, particolare. Lontano dalle mega produzioni con gli effettoni, tirate a lucido, con tanti lustrini e poca anima.

Mi ci sono divertito, e il dopo cena è scivolato via piacevolmente.