Morgan

Il primo paragone o riferimento che mi è venuto in mente iniziando a vedere Morgan è quello con Ex-machina. Sbagliavo, come sempre, ma mi ci è voluto un po' di tempo per capirlo.

Morgan non è Ex-machina, e si tratta di una storia diversa.

Non è un test di turing che prende una piega sbagliata: è la storia di un intervento corporativo per stabilire se l'essere artificiale di nome Morgan, che ha aggredito in modo brutale e imprevisto uno degli scienziati che lavorano al progetto, deve essere terminato o meno.

Intanto, quindi, non si parla di robot: Morgan è un essere vivente. Creato in laboratorio, ma vivo. A proposito dell'intelligenza, non è ben chiaro in che misura questa è artificiale o naturale. Sembrerebbe un approccio ibrido.

Ci troviamo, quindi, di fronte ad un essere vivente che continua ad essere considerato una cosa, un prodotto (anche se gli scienziati che seguono il progetto vi sono visibilmente affezionati) e a non avere diritti di alcun tipo. Considerato che lo sviluppo di questo essere artificiale è più emotivo che razionale, è ben difficile non provare empatia per la sua situazione. Difficile non voler scoprire, uno per uno, cosa accomuna gli scienziati a quella creatura. Ci sono delle belle premesse, di una storia quasi corale, almeno per la prima ora.

Dopo, niente, si parte con ammazzamenti, fughe, inseguimenti, scazzottate, rivelazioni e sparatorie. Fino a un colpo di scena finale che, scusa, avevo capito con almeno una mezz'oretta di anticipo.
Ok perché ci siamo risparmiati un altro film tutto giocato sui dialoghi che poteva risultare anche noioso. Peccato perché quanto di buono era stato costruito all'inizio della storia si perde quasi nel nulla.

Insomma, mi è piaciuto sì e no. Più no che sì. Non apprezzo particolarmente la protagonista, Kate Mara, che ho sempre trovato antipatica a pelle. E in un certo senso l'ho trovata appropriata nel ruolo rigidissimo della 'consulente' di risk-management-corporativo. Meno male che poi abbiamo tutta una serie di attori che mi piacciono molto. Toby Jones, Paul Giamatti, Jennifer Jason Leigh e Michelle Yeoh nello stesso film possono dare solo del valore aggiunto, no? E Anya Taylor-Joy se la cava molto, molto bene dando al personaggio di Morgan una caratterizzazione al tempo stesso molto umana e molto aliena.

Va beh, dai. Se proprio vuoi vederlo non è bruttissimo. Guardati la prima ora. Poi, l'ha girato il figlio di Ridley Scott.