Monsters: Dark Continent

Se su Imdb andate a guardare il giudizio su Monsters: Dark Continent, il sequel del fortunato Monsters di Gareth Edwards, trovate un misero 4.3 come giudizio medio. Bassino. Meno di Your Highness che è oggettivamente una vaccata.

Un film brutto, quindi? Mah. Se per curiosità andate a leggere le varie recensioni, si nota che si ripetono in generale due lamentele:

  1. Non si tratta del Monsters originale.

  2. Non è un film di fantascienza ma un film di guerra.

Beh. Se questi sono i difetti, mi dico, forse vale la pena vederlo.

E l'ho visto. E in effetti vale la pena.

Si tratta di un bel film. Non un capolavoro, ma un bel film.
Anche lo spunto è interessante e, credo, non banale. Io, per dirla tutta, sono tra quelli che pensano che un'invasione aliena sarebbe positiva per l'umanità perché finalmente ci troveremmo di fronte a un nemico comune e le nostre differenze in qualche modo svanirebbero. Ma se non fosse così? Se proprio l'invasione aliena fosse la causa di ulteriori divisioni? Questo è l'approccio del film, il what if, e devo dire che è sviluppato bene.

L'idea è che l'infezione (non invasione: gli alieni di Monsters sono sostanzialmente animali che proliferano in maniera incontrollata) si sia propagata nel Medio Oriente e che le forze armate, nel tentativo di eliminare i mostri, provochino numerose vittime tra la popolazione locale. Che di conseguenza insorge. I militari si ritrovano quindi impegnati su due fronti: i mostri e i terroristi. Per combattere i primi devono eliminare i secondi. Aumentando il numero di vittime tra i civili.

È una situazione paradossale, non semplice, che rispecchia la situazione politica odierna in cui il confine tra i buoni e i cattivi si fa sempre più sfumato e ambiguo. La trama del film si svolge in maniera lineare, con una recitazione in generale non impressionante (non mi risultano attori particolarmente famosi) ad eccezione del ruolo di Johnny Harris che mi è sembrato molto intenso e riuscito.

Infografica - l'infezione in numeri

Il punto di vista è quello dei soldati e del loro percorso che parte dall'ingenuo entusiasmo del reclutamento, al dramma delle perdite, alla disumanizzazione finale.
Si tratta, certo, di un film di guerra ispirato ai conflitti in Medio Oriente.
L'approccio e l'ambientazione sono completamente diversi dal ritorno a casa quasi intimista del primo Monsters. Questo stacco l'ho apprezzato: un sequel non deve necessariamente ripetere il film originale, e dopotutto il filo conduttore dei mostri alieni offre lo spunto per raccontare tante storie di persone in tutto il mondo e nelle situazioni più varie. Storie di ogni genere. Chissà che non ne producano un terzo episodio con un'altra storia completamente diversa?

Insomma, in definitiva Monsters: Dark Continent è un film sottovalutato che a mio parere vale la pena vedere.