Microservi - Douglas Coupland

Prima di Silicon Valley, prima di Halt and Catch Fire, prima che il fenomeno delle startup finisse (con competenza o meno) sulla bocca di tutti, l'argomento 'sviluppatori di software al lavoro' non era poi così accattivante. Si poteva parlare di hacker perché faceva figo, ma non di sviluppatori.

Sì, sono due cose diverse. Davvero.

Douglas Coupland ne parlava, in questo romanzo che ho amato tantissimo e che ho letto e riletto. Siamo nei primi anni '90, i tempi in cui Microsoft era l'unica grande realtà del settore, quando non era ancora uscito Windows 95 e Bill Gates era ancora l'amato e odiato punto di riferimento per tutti. Internet era talmente agli albori che si parlava di 'autostrada dell'informazione'.

I protagonisti del romanzo, giovani colleghi e coinquilini, lavorano in Microsoft come anonimi Microservi. Il lavoro è grigio e poco stimolante come grigio e poco stimolante è il lavoro del 90% degli sviluppatori di software. Dal momento in cui il padre di Daniel, il protagonista / narratore, viene licenziato per generici 'tagli al personale', una serie di eventi inizia a sconvolgere la vita e la carriera lavorativa dei ragazzi. Il più importante è l'invito da parte di Michael, il più talentuoso del gruppo, a lavorare nella Valley a un progetto totalmente nuovo di nome Oops!. Si tratta di un invito non facilissimo da accettare. Si tratta di scegliere tra il lavoro da microservo della multinazionale oppure rischiare, lavorare con passione in un non-ufficio, senza contratti e stipendio, senza certezza di successo, con la sola soddisfazione di lavorare alla versione 1.0 di qualcosa.

Oggi le chiamano startup.

Il progetto Oops! è dannatamente simile a Minecraft, me ne sono accorto solo di recente. Ma non è questo il punto. Il punto è che questo romanzo è infarcito di concetti e considerazioni e situazioni che, anche se inserite in un contesto tecnologico ormai obsoleto, riescono ancora a risvegliare motivazione ed entusiasmo. La vita è dura. La vita lavorativa è dura. Meglio trascorrere questa vita tra amici veri, magari in mezzo all'imperfezione, all'insicurezza, al compromesso. Ma vivendo nel rispetto della nostra natura, dei nostri sogni. Cercando qualcosa in cui credere, dandoci da fare per quello che ci piace fare.
Oh, non è mica così facile come sembra. Leggendo Douglas Coupland, però, possiamo illuderci che possa esserlo.