Mi dispiace, è stato il tuo ultimo libro che ho letto

Capita.

Può essere il nostro primo incontro. Può essere l'ennesima delusione dopo una serie negativa. Può essere un'amara sorpresa dopo un inizio promettente. Può essere che manchi quel feeling. Ma ci sono libri dopo aver letto i quali ho deciso di tenere a debita distanza ogni cosa scritta dall'autore in questione. Strano, vero? A differenza di cantanti, registi e attori, a uno scrittore è più difficile perdonare una delusione.

Ecco una carrellata di autori che non credo leggerò più. Insieme all'ultimo loro romanzo che ho letto. Chiudo con un bonus: una fortunata eccezione.

Con le peggiori intenzioni - Alessandro Piperno (1st shot)

Mi pare di averlo preso in una copia dei Miti Mondadori. Uno ci prova, dai. Vincitore del premio Campiello, acclamato da critica e non so cosa altro. Nuova promessa della letteratura italiana, ecc. ecc.
Il romanzo non mi è piaciuto per niente. Dall'inizio alla fine. Uno stuolo di personaggi che dire odiosi è poco, le cui vicende sono interessanti come un elenco telefonico dell'anno scorso. E uno stile di scrittura che non posso certo definire avvincente.
Sono arrivato alla fine, ma ho fatto una fatica bestiale. E Piperno non me lo sono più filato. E nemmeno, a dirla tutta, gran parte dei vincitori di premi letterari. A parte gli Hugo, ovvio.

Oceano mare - Alessandro Baricco (1st shot)

Questo è un caso particolare, perché si tratta di un romanzo che mi è piaciuto. E devo anche dire che mi è piaciuto anche come scrive Baricco.
Ma per tutto il tempo in cui l'ho letto ho cercato di capire se mi piaceva o se lo stavo odiando. E ci ho dovuto riflettere un po' anche dopo averlo finito.
Alla fine sono giunto a una conclusione: Baricco è bravo, molto bravo. Ma lo sa, ci tiene a fartelo sapere e te lo deve ricordare a ogni paragrafo.
E a me francamente piacerebbe leggere una bella storia, e non un autore che continua a sbracciarsi ripetendoti "Visto? Eh? Sono bravo, eh? Che genio che sono, eh?".
Ecco, non ho più letto niente di Baricco. E probabilmente mi sono perso molto. Fatemi sapere se c'è qualche romanzo in cui si mette da parte e non si pavoneggia per tutto il tempo, così me lo leggo con piacere.

Il fine ultimo della creazione - Tim Willocks (1st shot)

Un romanzo che scorre bene ed è a tratti piacevole, ma autore archiviato più o meno per lo stesso motivo di Baricco. Diventa noioso, davvero, cercare di finire un romanzo mentre Willocks ti sgomita dicendo: "Ehy, guarda come sono bravo. Eh?". Comunque qui il talento mi pare brutalmente inferiore: i personaggi e le situazioni descritte sono risibili, stereotipate, con momenti di comicità involontaria. Troppi per un romanzo che dovrebbe essere “Il miglior thriller carcerario mai scritto. Di una forza surreale e terribile”(cit). Mah. A posto così. Grazie signor Willocks, andiamo avanti.

Il prigioniero del cielo - Carlos Ruiz Zafon (3rd shot)

Con Zafon la prima esperienza era stata molto buona, con L'ombra del vento. La seconda un po' inferiore, ma passabile. Il terzo romanzo, Il prigioniero del cielo, devo ancora finire di leggerlo. Non so se ci riuscirò.
Stesse situazioni, stesse atmosfere (stavolta un po' stanche), sensazione molto insistente di 'pappa riscaldata'. Ok, grazie, basta così. Ciao Zafon.

Bastogne - Enrico Brizzi (2nd shot)

Ecco. Uno inizia a leggere Brizzi dal romanzo di esordio, Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Storia carina, giovane, Bolognese, positiva, di quel genere non ancora rovinato da Moccia.
Poi capita di trovarsi di fronte il secondo romanzo di Brizzi e pensare che vale la pena dargli un'occhiata. Bene. Salvo, durante la lettura, andare ogni tanto a controllare se l'autore è davvero lui. O se è un omonimo. No, no. È proprio lui. E perché questo libro sembra l'opposto esatto del primo? Dove è finita la storia carina, giovane, positiva? Ok, ah, allora Brizzi è questo? Va bene, grazie. A posto così. Ciao.

Treno di panna - Andrea de Carlo (2nd shot)

Secondo (e ultimo) tentativo anche per De Carlo. La mia prima esperienza era stata Due di due. Leggibile, non male. Non è il mio genere ma va bene lo stesso. Proviamo anche il romanzo d'esordio, allora? Ma sì, dai. E ho fatto fatica a completarlo. E, devo confessarlo, ad oggi non ricordo nemmeno di cosa parlasse. Rimosso completamente. Anche in questo caso ciao ciao, De Carlo. Siamo a posto così.

L'ora delle streghe - Anne Rice (5th shot)

Porca miseria, dai. Di Anne Rice ho letto con piacere almeno quattro libri della saga vampirica di Lestat e non sono mai rimasto deluso. Così provo qualcosa di diverso e, no, non lo avessi mai fatto. L'introduzione alle streghe Mayfair e al demone Lasher è qualcosa che mi ha annoiato a morte. Capitoli interi dedicati alla ristrutturazione di una casa? Ma che sto leggendo, Casa Facile? E la figura del demone? No, no. Non ci siamo. Non è detto che non perdoni la Rice, anche perché la possibilità di perdonare un autore è direttamente proporzionale al numero di romanzi già letti con soddisfazione. King, ad esempio, l'ho perdonato più di una volta. Di sicuro se tornerò indietro lo farò con i vampiri. In questi tempi di succhiasangue vegani fighetti sbrilluccicanti, un personaggio come Lestat riscatta tutta la categoria.

Doctor Sleep - Stephen King (100th shot)

A proposito. Lo so che è una mezza bestemmia e so anche che presto lo perdonerò. King, non ti preoccupare. Non sei tu, sono io. Poi torno. Comunque deve essermi successo qualcosa con l'horror, perché non riesco più a leggerlo. L'ultimo è stato Doctor Sleep di King. Ne avrò letto una cinquantina di pagine. Mi sono cagato addosso. L'ho chiuso e non l'ho più riaperto.

50 sfumature di grigio - E.L. James (1st shot)

Ah ah ah ah ah! No, seriamente. Lol. Non dovrei neanche metterlo in questo post. Ho cominciato a leggere le '50 sfumature' per capire cosa poteva creare un tale successo di pubblico. Ma l'ho trovato talmente e palesemente brutto e scritto male da non riuscire a finirlo. E non per il motivo per cui non ho finito Doctor Sleep, no. Qui si parla davvero di roba illeggibile.

[BONUS] Cacciatore di droidi - Philip Dick (1st shot)

Ecco il bonus, ed è una storia di tanti anni fa che per fortuna è finita bene. Il primo libro di Dick che ho letto è stato Cacciatore di droidi, il romanzo breve da cui è stato tratto il celeberrimo Blade Runner. Beh, ho trovato il romanzo talmente inferiore al film e ci sono rimasto talmente male da non aver più voluto leggere Dick. Poi mi hanno regalato (per fortuna) La svastica sul sole. Fiuuu. Dai, stavolta è andata bene.