Luke Cage S01

Bella anche questa terza serie Netflix-con-la-Marvel-a-New-York nella quale Luke Cage, già visto come personaggio secondario in Jessica Jones, finalmente trova il suo posto come protagonista.

L'azione stavolta si sposta ad Harlem ma gli ingredienti sono molto simili a quelli già visti in Daredevil. Malavita locale che dilaga, polizia corrotta o assente, e la necessità di un giustiziere o un vigilante che si prenda carico di rimettere le cose a posto. Anche in questo caso il 'prendersi carico' è tutt'altro che semplice soprattutto per uno come Luke che non ama mascherarsi, che si ritrova con un passato difficile e che continua a proclamarsi non eroe ma 'persona normale'.

Al di là dell'avvio coi botti, visto che nei giorni successivi all'uscita ha fatto letteralmente saltare Netflix, l'ho trovata una bella serie e una bella stagione che spero abbia un seguito. Non è perfetta, però, e se proprio devo fare una classifica la metto appena appena più in basso rispetto alle due stagioni di Daredevil. Patisce molto, per i miei gusti, un uso eccessivo di dialoghi piuttosto prolissi, soprattutto tra i malviventi. Qualche incontro e battuta in meno avrebbero giovato, e avrebbero ridotto la stagione di almeno un episodio senza intaccarne la sostanza. Altro elemento poco riuscito è, forse, quel Diamondback così tanto incavolato ma poi senza tanto spessore, e i dialoghi un po' ingenui dello stesso Luke Cage. Poi, son gusti.

Cosa è venuto bene, invece?

Un sacco di roba. A partire dall'ambientazione, che è una Harlem viva e presente tanto quanto i personaggi, con la strada, i locali, le botteghe e la musica. Musica che, con una colonna sonora molto più in evidenza rispetto alle serie cugine, aggiunge l'atmosfera giusta prendendola a prestito da bei brani di soul e hip-hop. Infine tanti personaggi secondari ben sviluppati come Cottonmouth (il mio cattivo preferito di questa stagione), Mariah e Misty. Forse anche Shades e Scarfe. Persino Claire Temple comincia ad assumere una sua personalità ben definita che va oltre il ruolo di crocerossina dei super.

E poi lo swear jar, come dimenticarlo.

Swear jar Luke Cage

E poi, ancora, le citazioni Marvel che anche per un profano come me non si sono fatte ignorare. Non sono mancati i piccoli riferimenti / citazioni al primo Luke Cage fumettoso con la tiara in testa, la maglietta gialla e il nome Power Man. E nemmeno una frecciatina al supereroe a pagamento.

Piccoli dettagli molto divertenti che fanno grande e robusta questa serie. Io mi sono divertito. E spero di rivedere al più presto qualche nuova avventura di Power M(ehm)... Luke Cage.

Magari con 12 episodi, stavolta.