Lucky Starr e gli anelli di Saturno - Isaac Asimov

Orco boia, l'inseguimento all'agente segreto Siriano si conclude con l'esplosione di una nave spaziale e una capsula contenente informazioni top secret dispersa tra gli anelli di Saturno! Lucky Starr è pronto ad avventurarsi con la sua Shooting Star alle porte dello spettacolare gigante gassoso. Ad attenderlo troverà la minaccia di una guerra fra la Terra e i mondi esterni, che andrà sventata con grande abilità.

È con un senso diffuso di familiarità e di già visto che ho letto questo romanzo di Isaac Asimov. Mi ha ricordato, strana coincidenza, tutta una serie di altri libri letti più o meno nello stesso periodo.

Con Slan di A. E. van Vogt condivide, pur essendo diciotto anni più 'giovane', lo spirito da fantascienza anni d'oro in cui eroi indomiti scorrazzano per lo spazio a bordo di navicelle cromate (certamente sono cromate, non è possibile altrimenti) armate di possenti raggi atomici. Condivide, toh, anche una soluzione abbastanza ingegnosa adottata dal protagonista per sfuggire ai suoi nemici. Non spoilero perché fa brutto.

Con Leviathan il risveglio di James Corey abbiamo invece praticamente lo stesso scenario, quel sistema solare colonizzato da un'umanità in espansione che si ritrova sempre al margine della guerra interplanetaria. Abbiamo Marte, la Fascia, la Terra come padre/padrone, e altri asteroidi e satelliti molto, molto familiari. Ci si trova praticamente a casa.

Vogliamo aggiungere anche una delle avventure di Clive Cussler? Perché no. David 'Lucky' Starr e John 'Bigman' Jones, questa coppia di simpatiche ed eroiche canaglie che non si fermano di fronte a nulla, mi ha ricordato tantissimo la coppia Dirk Pitt e Al Giordino. Sia caratterialmente che per quanto riguarda la descrizione fisica.

Poi ci sono, ovvio, le differenze.

È un Asimov, ovviamente. Quello che si legge è una sorta di giallo, quasi un legal thriller con una soluzione da provare ad immaginare prima del finale. Da Asimov ti aspetti sempre roba che funzioni e che abbia una logica coerente, per quanto spostata nel futuro. Tutto torna, tutto si incastra. E nella prefazione l'autore riesce persino a scusarsi sul fatto che le sue descrizioni possano essere datate a distanza di anni. Per dire.

Poi, va bene, ci sono i robot e i cosi positronici e le leggi della robotica. E, beh, è tutto molto familiare ma si fa leggere piacevolmente. Ci si trova a voltare ancora un'altra pagina per vedere come se la caveranno i nostri eroi in una situazione così intricata.
Non un classicone, occhei. È una storia per lettori giovani che intrattiene senza fatica anche gli adulti.

...ma per favore non dimentichi che il progresso della scienza rende datato qualsiasi scrittore di divulgazione scientifica, anche il più coscienzioso, e che le mie descrizioni astronomiche, in questo racconto di fantascienza, non sono più completamente esatte, perché superate, anche se rigorose.

(Isaac Asimov)