Intanto, poi, mi perdo delle cose per strada

Succede che poi ti consigliano di leggere una antologia di racconti perché vale la pena, e tu dici ok e prometti anche di scriverne una recensione. Però la cosa si incastra con un momento in cui chiudi definitivamente un paio di blog, ne devasti allegramente un altro e, nel mezzo, ti passa anche la voglia di pubblicare qualunque cosa su qualunque canale perché poi, quando ci pensi davvero, di cose che ti sembra valga la pena di raccontare non ne hai.

In tutta questa devastazione motivazionale finisce poi che quella raccolta, che tra una cosa e l'altra l'avevi anche letta e ti era pure piaciuta, finisce vittima delle tue amnesie perché in qualche modo l'avevi già riposta tra le 'cose fatte' quando in realtà:

  1. Non avevi mai risposto a chi te l'aveva consigliata.

  2. Non avevi mai scritto la recensione che avevi promesso.

A questo punto cosa puoi fare se non ammettere candidamente la tua colpevolezza e sperare nella altrui clemenza? Nulla. E già che ci sono recensisco la raccolta.

Faccio due premesse.

La prima è che faccio schifo a recensire le antologie di racconti. Dai, sul serio, come fai a dire se ti è piaciuta oppure no? Se ti sono piaciuti il 70% dei racconti? Oppure basta un terzo? E se in mezzo c'è il racconto della vita, quello che ti ricorderai per sempre? Mah. E, forse, bisogna recensire tutti i racconti uno per uno? Spero di no, rinuncerei in partenza.

La seconda premessa va fatta per chiarezza, perché è giusto farlo: l'autore che mi ha consigliato la raccolta è Marco Montozzi, che ho conosciuto dopo che ha scritto la più bella recensione che abbia mai letto su uno dei miei romanzi. Di Marco ho poi scoperto che, prima ancora di conoscerlo, avevo già letto qualcosa nella raccolta HydroPunk. Marco scrive bene, scrive meglio di tanti autori che trovi ovunque e, purtroppo, scrive e pubblica troppo poco. L'antologia di racconti che mi ha consigliato si chiama Intanto, da qualche parte nello spazio ed è pubblicata da Gorilla Sapiens Edizioni.

Intanto da qualche parte nello spazio

Il racconto di Marco si intitola Vaucanson e il rimando alla figura dello storico inventore Jacques de Vaucanson non è causale perché anticipa senza troppi misteri uno degli oggetti attorno al quale ruota il racconto (qualcuno ha detto Teselecta?). Senza svelare dettagli sulla trama, l'ho trovato uno degli scritti più bilanciati della raccolta, con il giusto livello di mistero e un certo approccio a-nazionale. Questo, per quanto mi riguarda, è un pregio. Anche se l'italianità nella fantascienza letteraria non dovrebbe essere mai disdegnata a priori (ehm), trovo che non sempre riesca bene. Quello che non mi piace in alcuni autori è il fatto di sfruttare l'ambientazione fantascientifica per costruire una piccola e spesso ripetitiva satira degli stereotipati mali del nostro paese. Il gioco a volte riesce e a volte no. Non riesce soprattutto quando pur in presenza di alieni, robot e astronavi manca l'elemento veramente fantascientifico del what-if, della speculazione, del ragionamento. Molti racconti di questa antologia, per fortuna, centrano l'obiettivo. Mi sono piaciuti molto, ad esempio, Agata, Disoccupati e Brucia fuori.
Da segnalare, perché voglio proprio segnalarla, la qualità dell'ebook pubblicato da questa casa editrice: ogni cosa è precisa e al suo posto, fino al più piccolo pixel. Fino alla splendida e originale copertina. Se anche gli altri titoli sono allo stesso livello, terrò sicuramente d'occhio questo editore.

Tornando a Marco, mi sento di considerarlo un po' l'Aquaman della fantascienza italiana: tra fondali, immersioni e creature anfibie è difficile non riemergere dai suoi racconti con un po' di alghe tra i capelli. Sarà che fa l'istruttore di nuoto e quindi scrive di cose che conosce? Probabile. E speriamo ne scriva un pochino di più, di queste cose che conosce. Questo, se non ve ne siete accorti, vuole essere un invito: Marco, pubblica quella serie di racconti, mi raccomando!

E visto che ho cominciato a scrivere un post e non so quando riuscirò a metterne insieme un altro, tanto vale proseguire sull'argomento e proporre un altro paio di antologie.

HydroPunk the drowned century

Di HydroPunk-The Drowned Century di Minuetto Express ho accennato qualche riga più sopra. Si tratta di una raccolta di racconti di fantascienza di autori italiani accomunati da un argomento: l'innalzamento delle maree e la progressiva riduzione delle terre emerse. Deserto d'acqua di Ballard o Il quinto giorno di Schatzing non sfigurerebbero tra queste pagine. Se non fosse che non sono italiani. Compare invece, stavolta in versione Aquaman, Marco Montozzi con il suo Imperius Rex, oltre a molti racconti di autori che non faticherete a riconoscere, se non vivete fuori dal mondo. Racconti tutti molto godibili, prezzo che varia dallo zero al poco e, come recita la sinossi, tentacoli ovunque.

L'ennesimo libro della fantascienza

E posso forse non citare la raccolta per eccellenza del mio vicino di scrivania? Non posso. L'ennesimo libro della fantascienza, pubblicato da Barabba Edizioni, è un ebook collettivo che raccoglie una quantità smisurata di racconti di ottima qualità. Sicuramente qualche autore lo riconoscerete. Dedicato a Carlo Fruttero e pubblicato nel giorno del suo compleanno, l'ebook si rifà proprio al look e allo spirito degli Urania del periodo d'oro, quelli col prezzo sotto le mille lire. È anche gratuito. E se non vi basta, esiste anche l'(N+1)esimo libro della fantascienza. Ancora più grosso (credo di non aver ancora finito di leggerlo) e ancora più gratuito.

Ok. Se non li avete letti, sicuramente ne avete per un po'. Giusto in tempo per Agosto.

Buona lettura.