Il ritorno degli umanoidi - Jack Williamson

Singolare e un po' angosciante l'ambientazione degli umanoidi di Williamson, nella quale cui un'umanità disperata è costretta a fuggire dalle attenzioni di una razza di avanzatissimi androidi il cui scopo è quello di servire gli umani e proteggerli a tutti i costi rendendoli però prigionieri del controllo totale delle macchine.

Segnalo, perché sono veramente notevoli, i frustranti e inconcludenti dialoghi tra il protagonista e gli umanoidi dediti a una logica troppo diversa dalla nostra per poter sperare in un confronto fruttuoso.

Segnalo anche l'ambientazione del pianeta Malili e la popolazione nativa dei Leleyo per la somiglianza, rispettivamente, con il pianeta Pandora e la razza dei Na'vi del celebre Avatar di James Cameron.
Sebbene i Leleyo siano una ben più decisa umanizzazione degli alieni blu di Avatar, le caratteristiche comuni dal punto di vista fisiologico e soprattutto culturale sono veramente molte. Bizzarro.

E comunque questa fuga continua e questo conflitto tra gli esseri umani che 'accettano' il controllo totale e quelli che continuano disperatamente a scapparne lo vedo ancora parecchio attuale. Anzi, forse, sempre di più. Non è difficile vedere gli Umanoidi dietro all'NSA, dietro a Google, Apple e Facebook con quel loro continuo 'fidati di noi, non ce la puoi fare'. Non è difficile pensare al conflitto tra i governi e le corporazioni che continuano a martellarci nei modi più subdoli sull'esigenza del controllo totale (per proteggerci dai terroristi e per venderci i prodotti più fighi) e gli attivisti e gli hacker che continuano a cercare modi per aggirare i controlli e i blocchi, per decidere cosa e come fare, per avere il diritto di sbagliare. E, come nel romanzo, sembra davvero una lotta persa in partenza.