Il lungo ritorno - Frederik Pohl

Lisandro, o Sandy, o John William Washington, è un umano che sta viaggiando verso la Terra.

Pur essendo un essere umano, Sandy non ha mai visto il pianeta natale della sua razza. Sta infatti viaggiando a bordo della grande nave spaziale Hakh'Hli sulla quale, in effetti, è l'unico essere umano in mezzo a 22.000 Hakh'Hli. Sandy e i suoi compagni di coorte, Ippolita, Oberon, Tatiana, Elena e Demetrio, saranno coloro ai quali è affidato il difficile compito di sbarcare per primi e fare da portavoce per l'intera razza aliena. Ripassano la lingua inglese, guardano i film terrestri, imparano la geografia terrestre. Sono anche un bel gruppo. Scherzano, giocano a basket, si addestrano duramente. Riusciranno a portare a termine la missione senza fallire?

L'ho finito col sorriso, questo romanzo. Col sorriso perché finisce bene, perché è condito da un sottile senso dell'umorismo che accompagna tutta la vicenda ma si fa da parte con discrezione nei momenti più drammatici. Non è un romanzo d'azione. Vi sono descrizioni, spiegazioni sulla cultura aliena e sulla situazione terrestre, dialoghi. Molti dialoghi. Ma lo stile è personale, non freddo. Ci si sente vicini ai personaggi e ci si abbandona facilmente a qualche sorriso o ai momenti più toccanti.

Bello. Bravo Pohl.

Che, poi, già lo sapevo.

E, no, non vi parlerò della squalonave e delle scemenze sulla copertina della versione che ho letto.

La terribile copertina di Urania