Il facepalm del download gratuito

Qualche mese fa, con la complicità di un momento acuto di sconforto, dell'ennesima vaccata degli avvoltoi del fisco e della consapevolezza di non riuscire più a piegare il tempo a sufficienza per fare tutto, ho deciso di smettere di scrivere letteratura e ho tolto i miei ebook dagli store.

Questa è stata la parte facile.

Sono seguite alcune settimane dense di decisioni ardue durante le quali mi sono chiesto, tra le varie cose, se poteva avere senso almeno mantenere gli ebook accessibili al download gratuito.

Non è stata una decisione semplice da prendere.

A sfavore della scelta c'era il rischio di ritrovarmi a perdere il 'controllo' degli ebook, uno sgradevole senso di svilimento del lavoro fatto e un certo senso di colpa nei confronti di chi l'ebook l'aveva pagato.

A favore della scelta c'era la possibilità di condividere con altri il progetto su cui avevo investito tempo e fatica invece di chiudere tutto in un baule e gettare la chiave.

Ha vinto la scelta di condividere gli ebook.

Aspettandomi di veder circolare un maggior numero di copie (ehy, ho detto download gratuito!), ho optato per sfruttare Smashwords: è una piattaforma che funziona molto bene e mi da sicurezza in termini di qualità del servizio e gestione della 'libreria'. Inoltre a Smashwords dovevo qualcosa visto che l'ho spudoratamente sfruttata come banale generatore di codici ISBN e convertitore di formati snobbandola poi come punto di distribuzione a favore di Amazon e Google Play Store.

Ualà, ecco quindi condivisi gli ebook su Smashwords. Gratis! Ho realizzato anche un mini-sito di riferimento per raccogliere i link. Mica ciccioli. Ho aggiornato i blog post e via, prendetene e scaricatene: offro io.

Mi stavo dirigendo verso un facepalm abbastanza ridicolo. Che ridere.

No, dai, fa ridere davvero. Perché? Perché praticamente nessuno ha scaricato i libri da quando li ho resi disponibili per il download gratuito.

Beh, nessuno nessuno no. In circa tre mesi ho totalizzato il numero di download che facevo su Amazon in un paio di giorni buoni.

Ah ah ah! Però, dai, bisogna anche tenere conto che non sto più pubblicizzando troppo i link ai libri. Ma non lo facevo più nemmeno per Amazon, e le vendite continuavano senza picchi clamorosi ma con una certa stabilità. Quindi qualcosa si è clamorosamente e inevitabilmente rotto, e per quanto poco mi interessi, mi piace analizzare le situazioni. Sono quindi arrivato ad alcune osservazioni, più o meno ovvie. Magari ti possono servire come esempio (da non seguire).

1. Il lettore che fa ricerche

Credo sia un mito da sfatare. Un ebook accessibile gratuitamente e raggiungibile da un motore di ricerca non è, in questo momento, accessibile. Questo perché il lettore medio si sta abituando a guardare la vetrina dei grandi negozi, non ad aggirarsi tra gli scaffali del retrobottega o tra i banchi dei mercatini. Se il libro è su Amazon, ok. Se non è su Amazon, ciccia. Non è raggiungibile.

2. Due click di distanza

Due click di distanza sono troppi. Troppi. Se vuoi vendere o far scaricare un ebook, non mettere il link in una pagina secondaria o a distanza di un paio di click. Mettilo sotto il naso del lettore, scrivilo in grassetto, fagli occupare metà dello schermo e circondalo di luci fluorescenti. Solo così il lettore arriverà a vederlo e (forse) lo cliccherà.

3. Lo spam

Una triste verità che ho taciuto il più possibile. Lo spam paga. L'ho sperimentato personalmente. Se spammi i link al libro, le vendite salgono. Se non spammi, le vendite calano. È una verità triste perché chi continua a cercare soluzioni alternative più accettabili e dignitose venderà meno copie di chi si tappa il naso e ci si tuffa con entusiasmo.

4. La visibilità dell'autore

Parlare di altro, presentarsi meno, apparire poco sui social network (come ho fatto) contribuisce in maniera netta a non far scaricare le proprie creazioni. È ovvio. È banale. È così. Vuoi condividere ebook? Fai il contrario. Sii presente come autore su Twitter, su Facebook, su Instagram e su Pinterest. Anzi, modifico l'ordine: sii molto presente come autore su Facebook, su Instagram, su Twitter, su Pinterest.

Buona lettura, buona scrittura!