Deserto d'acqua - J.G.Ballard

Certo che il caldo torrido della piena estate sembrerebbe molto più indicato per la lettura di questo romanzo: un'ambientazione post apocalittica in cui la temperatura del globo ha raggiunto un livello tale da far sciogliere completamente le calotte polari. La conseguenza è un progressivo e inarrestabile allagamento di tutte le città sotto un certo livello di altitudine e la necessità di fuggire, per tutti i sopravvissuti, a latitudini più sopportabili per l'essere umano.

In questo clima di fuga dall'avanzata della giungla paludosa, dei grandi rettili, degli anfibi e degli insetti si snoda la vicenda del protagonista e di una serie di personaggi che dovranno affrontare il grande dubbio: muoversi verso nord, verso la civiltà oppure abbracciare una memoria ancestrale che richiama gli individui verso sud, verso il grande sole pulsante, verso una sorta di evoluzione/involuzione?

Questo è un romanzo piuttosto sofisticato, con una narrazione che si sviluppa su parecchi livelli. Eppure non è noioso e nemmeno verboso: le frequenti descrizioni e i passaggi onirici sono intervallati da dialoghi e da momenti di azione dosati con sapienza. L'ottima traduzione in italiano fa apprezzare la bella prosa di Ballard, e sembra proprio di percepire gli odori e l'ambiente sonnolento della laguna che abbraccia una Londra ormai morta.

Bello. Consigliato.