Class S01

Ci si attacca a tutto pur di consumare qualche istante in compagnia del Dottore. E, in attesa dell'agognato Speciale di Natale, quest'anno ci siamo dovuti far bastare dieci miseri minuti di comparsata nell'episodio pilota di Class, il nuovo spin-off di Doctor Who.

In Class seguiamo le avventure di un gruppo di ragazzi che frequentano la Coal Hill (yeah, ve la ricordate? La stessa scuola in cui insegnavano Clara e Pink, e nella quale il Dottore ha fatto per un po' il bidello). Il gruppetto, insieme all'insegnante Miss Quill, dovrà fronteggiare una serie di minacce legate a una crepa nello spazio-tempo che attira delle 'visite' piuttosto letali. Ci troviamo quindi di fronte a una sorta di Torchwood un po' improvvisata, un gruppo di 'difensori' (Charlie, Ram, April, Tanya e Miss Quill) decisamente più giovane e più diretto al pubblico dello young adult, con tutti i pregi e difetti che questo genere si porta dietro.

Cosa non mi è piaciuto?

Sotto sotto sono buono, e quindi parto dal peggio. Non ho gradito l'estrema seriosità dei giovani. Va bene che la teenagerite impone a chi la soffre di considerare ogni cosa come drammatica e definitiva, ma una risata ogni tanto niente? Pare di no. Gli unici momenti divertenti li abbiamo quando parla Miss Quill (che teenager più non è) e in qualche saltuario equivoco sociale dovuto all'alienità di Charlie. Basta. Eddai, si muore di entità aliene ma anche Harry Potter e Ron Weasley avevano i loro momenti divertenti, tra un Mangiamorte e un Havada Kedavra...

L'altra cosa che non ho gradito nello sviluppo dei personaggi è lo scarso utilizzo dell'intelletto: se Doctor Who è sostanzialmente la vittoria dell'intelligenza sulle armi e nel pilota di Class avevamo visto un po' di inventiva da parte dei ragazzi (o almeno da parte di Tanya, la secchiona, ovvero la più smart del gruppo), ecco che nel corso della stagione questo aspetto svanisce completamente. Le minacce vengono risolte da armi, pugni e calci, fortuna, puro caso o (argh!) superpoteri. Che occasione sprecata!

Cosa mi ha lasciato indifferente?

La tendenza ormai generalizzata di dover infilare le cosidette categorie 'deboli' a rappresentanza di ognuno. Come a spuntare una presunta lista obbligata ritroviamo personaggi di colore, immigrati, omosessuali e disabili. Pur senza caratterizzarli eccessivamente in quanto tali. Check, check, check e check. Questa cosa mi lascia sempre un po' freddino.

Cosa mi è piaciuto?

A partire dalla sigla che, pur richiamando un po' la grafica alla Doctor Who è colorata e divertente, una sensazione generale di freschezza è l'aspetto più carino che mi aveva fatto sperare in qualcosa di buono. L'altra cosa è ovviamente Miss Quill, che è il personaggio più azzeccato di tutta la serie. Affascinante e magnetica grazie alla fisicità della recitazione di Catherine Kelly, Miss Quill è anche l'unica che azzecca sempre le battute migliori. È un personaggio ambiguo, non banale, cinica ma non fredda. La si perde un po' sul finale volendo svilupparla in direzioni 'strane' e un po' sconclusionate ma pazienza, forse ne usciremo bene in una seconda stagione.

Beh? In definitiva?

In definitiva, mannaggia, sfumano le mie speranze di proporre qualcosa ai bimbi (6 e 9 anni) come alternativa ai mostri ultimamente troppo spaventosi del Dottore. Qui si tratta di una serie in cui sesso e violenza splatter sono presenti e frequenti, quindi ok solo per i teenager più grandi.

Sfuma anche la speranza di vedere da subito qualcosa di abbastanza buono come le ultime due stagioni di Torchwood: per ora siamo, almeno per i miei gusti, a un livello inferiore. Peccato perché speravo che l'esperienza Torchwood fosse stata 'digerita' meglio dagli autori.

Per il resto è passabile: i fan del Dottore troveranno qualcosa di buono in più di un episodio, e come dicevo l'approccio 'fresco' è abbastanza piacevole. Poi c'è Miss Quill. Nel dubbio gli darei un'occhiata: se vedete che non fa per voi non insistete, perché non migliora. Se invece vi piace fin da subito e siete tipi fandom che shippate le feel e vi vengono le crush ma non vi preoccupano le angst, magari fa al caso vostro.

E poi, oh, c'è Miss Quill.