Black Mirror S03

Non smetterò mai di ringraziare Netflix per aver portato sugli schermi la terza stagione di Black Mirror, una delle serie più interessanti e intelligenti degli ultimi anni.

A differenza del solito formato di tre episodi per stagione, la serie di Charlie Brooker viene rispolverata con una bella stagione di sei episodi da circa un'ora ciascuno.

Personalmente ho trovato molto belli gli episodi 'Caduta libera', 'San Junipero', 'Zitto e balla' e 'Odio universale', mentre i restanti due mi sono sembrati un po' più simili a episodi di fantascienza in stile 'Twilight zone' e quindi meno efficaci nel contesto.

'Caduta libera' è l'episodio forse più 'classico', se esiste un 'classico' di Black Mirror. Ci mostra quanto sia estraniante una società che si appoggia ai 'like' e alle 'stelline' per determinare quanto vale la nostra vita sociale.

'Zitto e balla' è una 'discesa infernale' che ci mostra come la vita reale possa essere distrutta da una 'seconda vita' virtuale ricattabile da uno sconosciuto. Il finale è un pugno nello stomaco.

'San Junipero' è un po' anomalo. Una storia d'amore che, forse per la prima volta, mostra qualcosa che si avvicina a un lieto fine. È piaciuto a molti anche se io non sono riuscito a farmelo piacere del tutto. Un po' perché lo avevo capito in anticipo, un po' perché ho sentito che mancava qualcosa. Un po' perché, ehy, guardo Doctor Who. Però non è male.

'Odio universale' è stato forse il mio episodio preferito. È un bel thriller poliziesco che mette in campo diversi argomenti molto attuali: le escalation di odio sui social network, la sorveglianza governativa, il pericolo delle backdoor nelle tecnologie di uso comune. È anche un episodio che mi ha fatto stupire su come si riesca ad infilare in un'ora una storia ben congegnata con tensione in crescendo. Roba che al cinema avrebbe richiesto probabilmente più di due ore. È evidente che spesso il formato cinematografico richieda di 'allungare il brodo' oltre misura e come, tagliando tante cose inutili, il risultato finale riesca ad essere comunque così buono.

Ho notato che molti hanno criticato questa stagione per il cinismo meno incisivo e per la cattiveria meno spinta. Posso in parte condividere le critiche ma non lo trovo necessariamente un difetto, e non credo stia poi a significare che Black Mirror abbia perso lo smalto. Già la possibilità di realizzare più episodi, quasi quanti ne erano usciti finora in totale, ha permesso di farci vedere molte più cose in modo diverso. Qualcosa necessariamente deve cambiare nel tono. E comunque per ora la qualità rimane altissima. Sono ottimista per la quarta stagione.

Ah, a proposito di ottimismo.

Una cosa su cui questa serie mi fa sempre riflettere è il suo criticismo verso l'ottimismo tecnologico. Possiamo anche fare i fighi sognando di innovazione, tecnologia, futuro che avanza e startup pensando che questa roba risolverà tutto il nostro futuro, ma non è così.

Ad ogni invenzione, ad ogni innovazione tecnologica corrisponderà sempre un autogol clamoroso provocato dalla nostra natura umana fallibile e, sostanzialmente, malmessa. Se non cominciamo a lavorare seriamente sulla nostra umanità e sulla nostra esistenza sociale -al di fuori- delle tecnologie, incapperemo sempre in queste trappole terribili. Per ogni Internet of Things avremo una porta aperta alla sorveglianza e agli usi pericolosi degli oggetti smart. Per ogni social coso avremo escalation di odio e populismo. Per ogni aggeggio tecnologico avremo un uso improprio che rischierà di farci più male che bene.

Il futuro l'avremo raggiunto quando saremo felici, sicuri e sereni. Non con l'ultimo gadget tecnologico (che durerà pochi mesi), non con l'ultimo reality televisivo (che ci annoierà da matti), non con l'ultimo social network (che ci collegherà a gente disgustosa), non con l'ennesima farsa politica, non con l'ultimo serial televisivo, non con l'ultimo campionato di calcio.

Black Mirror mi ricorda queste cose, e la amo anche per questo. È la sveglia che ci rammenta di cercare di migliorare la nostra umanità prima di tutto. I rapporti, la cultura, la collaborazione, l'equilibrio, la giustizia. Uno scopo difficile da raggiungere, ma ne vale la pena.